Giovani insegnanti “crescono”

Riprendo il titolo del post dedicato alle scuole Micheli perché oggi si è parlato molto di loro. Oggi ho vissuto un’esperienza che in parte è diversa dal solito ma comunque legata alle precedenti; infatti ho parlato di Antartide come esperienza didattica.  Questa volta non avevo davanti a me bambini intrepidi di conoscere i segreti degli antichi ghiacciai o studenti curiosi di scoprire il mondo dell’esplorazione della ricerca scientifica. Questa volta ho incontrato  gli studenti e i docenti del corso di laurea in Scienze della Formazione dell’Università di Firenze;  non senza qualche riserva, mi hanno incontrata per sapere come un argomento come quello della ricerca scientifica in Antartide possa essere utilizzato nella didattica nelle scuole primarie.
Sono trascorse rapidamente le due ore insieme, intense di informazioni e stimoli.  Per parlare di sperimentazione didattica sui temi polari, a questi giovani non potevo se non illustrare come i miei alunni hanno pensato di affrontare tale arduo compito. Ho dato testimonianza di come il nostro progetto  sia stato quello di creare insieme le risorse didattiche appropriate per i compagni più piccoli; così, attraverso attività che hanno come tema l’Antartide, si persegue lo sviluppo  sia delle competenze trasversali ( comunicazione, socializzazione…) sia di quelle specifiche (scienze, geografia, inglese…)
I laboratori svolti alle scuole Micheli sono stati allora un tema ampiamente trattato durante l’incontro perchè in questo caso ( una scuola primaria, classe prima)  l’Antartide è diventato l’ occasione per scoprire come orientarsi, come valutare le distanze, come interpretare  gli oggetti antropici e naturali che ci circondano, come scoprire le differenze tra gli oggetti conosciuti per esperienza diretta e quelli che si conoscono  solo attraverso mezzi di mediazione quali libri, video o immagini fotografiche…. senza trascurare la componente di socializzazione sviluppata in modo naturale da questi incontri fra generazioni di studenti diversi.
I giovani universitari fiorentini si sono dimostrati molto incuriositi e piacevolmente sorpresi di aver scoperto un modo molto attivo di interpretare la scuola che spero possa diventare stimolo e motivazione per la loro futura vita professionale.
Non posso concludere senza ringraziare i docenti della Facoltà che mi ha ospitata con particolare riguardo alla Presidente dell’ AIIG Professoressa Margherita Azzari per la splendida cornice offerta a questo incontro veramente speciale.

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